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Kidding

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Recensione Kidding: Jim Carrey, sorriso sulle labbra e lacrime agli occhi

La recensione di Kidding: la serie tv prende lo stile di alcuni prodotti comedy per parlarci della morte e dell'importanza della famiglia.

Maurizio Ermisino
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Il 23 ottobre del 2004 il compianto Tullio Kezich, nella recensione di un film con Jim Carrey, lo metteva in guardia sul fatto che, accettando ruoli che si allontanassero troppo da quelli da attore comico, avrebbe perso gran parte del suo pubblico. Quel film era Se mi lasci ti cancello, cioè Eternal Sunshine of the Spotless Mind, diretto da Michel Gondry. Proprio Carrey e Gondry tornano insieme in Kidding, nuova serie tv Showtime in onda in Italia su Sky Altantic dal 7 novembre, una delle serie tv più attese della stagione. Carrey è un'anima divisa in due: è Jeff Pickles, un uomo dalla vita distrutta, dopo che ha perso il figlio Phil e si è separato dalla moglie; ma è anche Mr. Pickles, protagonista di uno storico e fortunato show per bambini. Il personaggio dello show e il marito in crisi non si devono mai incontrare, come gli consiglia Seb (Frank Langella) che è il produttore dello show ma anche il padre di Jeff. Ma non è facile, e i due mondi rischiano di creare un cortocircuito.

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Jim Carrey, la maschera che rivela

Quella recensione di Tullio Kezich, che a suo tempo sembrava un po' campata in aria, in realtà coglie appieno lo straniamento che proviamo ogni volta che ci troviamo di fronte a Jim Carrey. Guardate una delle prime scene di Kidding, mentre canta una canzone per bambini, e cercate di cogliere la malinconia dietro la sua maschera: quel sorriso stampato, non falso ma "dovuto", visto quello che è il suo ruolo, e la morte nel cuore. Jim Carrey, in questo, è un attore unico: è eccezionale perché è capace non solo di passare dalla commedia al dramma nell'arco dello stesso film (quello lo sanno fare in tanti), ma nel farli convivere nello stesso momento, nella stessa scena, e continuamente. Il sorriso sulle labbra e le lacrime agli occhi. Un sorriso che spesso diventa smorfia, una smorfia che è tentativo di mantenere dignità, solidità, di trovare un controllo. Jim Carrey è la maschera che rivela invece di nascondere, di cui parlava Oscar Wilde, è ancora il Truman che sorride ai vicini e cerca di essere gentile. "Credo che tu confonda gentilezza e debolezza" sentiamo dire da Jeff. E questa è una delle chiavi del film.

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Il Michel Gondry di Se mi lasci ti cancello

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Ad accompagnare Jim Carrey in questo percorso di perdita e ritrovamento di se stesso c'è Michel Gondry. È curioso che, mentre sugli schermi è appena arrivata Maniac (di Cary Fukunaga), una serie che deve molto all'immaginario di Gondry, l'autore francese qui scelga un profilo più basso e si metta completamente al servizio di Carrey e della storia. Quello di Kidding è il Gondry più minimalista, quello di Se mi lasci ti cancello, uno dei migliori film romantici di tutti i tempi, più che quello de L'arte del sogno. Proprio grazie ad alcune creature, cioè i pupazzi che accompagnano Mr. Pickles nello show (enormi cavalli azzurri, ukulele con occhi e bocca e molte altre) e agli scenari dello spettacolo televisivo, però, ritroviamo alcuni dei marchi di fabbrica di Gondry. Che gli permettono di creare uno spettacolo surreale eppure tremendamente reale, dove leggerezza e ironia ci permettono di volare leggeri sopra la disperazione, ma senza dimenticarla mai.

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Un cioccolatino con dentro il liquore

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Si riflette spesso se il mezzo sia o meno il messaggio. La chiave per capire Kidding è che il formato non è il contenuto. La serie Showtime prende lo stile di alcune sitcom e alcuni prodotti comedy, dalla durata di trenta minuti allo stile leggero e brillante, per poi riempirlo con qualcos'altro. Per parlarci della morte e della sua accettazione (guardate la meravigliosa scena in cui cerca di spiegarla ai bambini come se si trattasse di un giocattolo che, a causa di un trasloco, finisse in un'altra casa), dell'importanza della famiglia e dei legami nella società di oggi, di vite sfilate e del bisogno di riannodare quei fili. Kidding è come un cioccolatino con dentro il liquore: è dolce fuori, è intenso, anche amaro, dentro.

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Kidding, qualcosa di mai visto prima

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Kidding è qualcosa di mai visto prima nel panorama della nostra tv. Anche se, paradossalmente, è diretto da un francese, è un prodotto tipicamente anglosassone, per come tocca certi temi e per i toni che usa, e per come mescola continuamente i toni. È qualcosa di insolito per il nostro mercato televisivo. Guardando Kidding saremo un po' come quei bambini a cui Mr. Pickles parla della morte: sorpresi, ma affascinati e conquistati. Kidding è qualcosa di completamente nuovo perché finora, in tv, non abbiamo mai visto un (anti)eroe provare a vincere la sua sfida non con la forza né con la risolutezza, ma con la misura, la disponibilità, la gentilezza. In questo, Kidding può diventare un esempio. La gentilezza come forma di resilienza, come gesto eroico, come modo di risoluzione delle controversie. Sarebbe la vera rivoluzione in tempi come questi.

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Maurizio Ermisino
Redattore
4.0 4.0
Cinecittà World
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